FGM Bozza di risoluzione: Intensificare gli sforzi globali per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili
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Carissimi,
siamo alle battute finali della campagna per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili, che ci ha visti in prima linea per un decennio.Proprio per questo ti chiedo un contributo straordinario di almeno 10 €, perché quando il traguardo è così vicino, mancarlo per penuria di risorse significa sprecare un’occasione irripetibile.
E’ stata una battaglia faticosa, talvolta sconfortante, specie quando ci si rende conto che, in seno alle Nazioni Unite, le questioni che riguardano i diritti umani, in particolare quelli delle donne, sono sempre considerate “minori” rispetto ad altri dossiers.
Alla fine però è vero il detto per cui “la costanza paga”. Se il 2012 sarà l’anno della messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili, non sarà solo merito della straordinaria determinazione delle centinaia di attiviste che per più di due decenni si sono dedicate anima e corpo a questa campagna, ma sarà anche merito tuo, e di tutti quegli italiani che non hanno fatto mancare il loro sostegno.
In questo momento è prioritario di far avvertire a quei paesi che ancora fanno resistenza, tutto il peso della pressione di un’opinione pubblica compatta nel dire BASTA alle mutilazioni genitali femminili.
Per far questo, dobbiamo coinvolgere personalità, artisti, volti noti che decidano di mettere in gioco la loro immagine, schierandosi apertamente contro questa pratica. Mettere in piedi una campagna d’informazione a livello internazionale non è poca cosa.
Ad oggi il nostro Paese è stato quello che più si è speso, sia a livello di governo che di opinione pubblica, dimostrando una straordinaria generosità. Spero che questo dato si confermi e che sceglierai di essere al nostro fianco in questo rush finale.
Grazie in ogni caso e speriamo di festeggiare insieme, a dicembre, la definitiva messa al bando delle mutilazioni genitali femminili.
Emma Bonino
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Domenica 25 novembre, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Comune di Rimini ha organizzato una grande marcia di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e a favore dei servizi per donne abusate. Durante la giornata alcune attiviste di Non c’è Pace senza Giustizia con un tavolo molto partecipato del Coordinamento Donne hanno dato modo alla comunità riminese di esprimere una voce corale di attenzione e solidarietà per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili, il cui rush finale si terrà nella sessione di dicembre delle Nazioni Unite.
Dando seguito alla richiesta ricevuta da Emma Bonino, e su iniziativa di Manuela Fabbri, le nostre amiche, una mano l’hanno data davvero e con concretezza: durante tutta la giornata hanno raccolto centinaia di firme e centinaia di euro per sostenere la nostra battaglia, coinvolgendo personalità e volti noti che hanno deciso di mettersi in gioco e di schierarsi apertamente contro le MGF e chi le pratica anche nel nostro Paese.
Le nostre amiche insieme alla consigliera provinciale delegata alle pari opportunità Leonina Grossi – alla quale va il nostro sentito ringraziamento – hanno fatto contribuire e firmare il nostro appello a 18 consiglieri della Provincia di Rimini. E al Sindaco, Vicesindaco e Assessori del Comune di Rimini. Prima firma e primo contributo di Gene Gnocchi, tra le ultime finora raccolte quella di Elisa Marchioni, deputato PD.
Vogliamo non solo ringraziare tutte le amiche riminesi per il loro concreto aiuto, ma anche spronare molte altre ad attivarsi così come già a Rimini hanno fatto, affinché il risultato di dicembre sia un obiettivo condiviso dai cittadini, autoctoni e immigrati, anche in Italia.
Un grazie di cuore dunque a Rimini e in particolare a: Sonia Alvisi, Manuela Fabbri, Maria Grazia Federico, Leonina Grossi, Elisa Marchioni, Giulia Palloni, Emma Petitti, Rossella Salvi, Loredana Urbini, Nives Vaselli.

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Il Partito Radicale e Non C’e’ Pace Senza Giustizia salutano il deposito alle Nazioni Unite della risoluzione che bandisce universalmente le mutilazioni genitali femminili in quanto violazione dei diritti umani
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APPELLO PER LA MESSA AL BANDO UNIVERSALE DELLE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI DA PARTE DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE NEL 2012.
Noi sottoscritti, cittadini del mondo, parlamentari, rappresentanti dei governi, attivisti per il riconoscimento e la promozione dei diritti delle donne in tutto il mondo,
Facciamo appello
- All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite perché metta al bando nel 2012 le mutilazioni genitali femminili in quanto violazione dei diritti umani, e
- a tutti gli Stati affinché adottino e applichino leggi che proibiscono le mutilazioni genitali femminili, e prendano tutte le misure sul piano legislativo, politico e operativo, necessarie a mettere fine a questa pratica.
Le tappe
• Il 2 luglio 2011, i Capi di Stato dell’Unione Africana hanno adottato una Decisione formale che chiede all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (AGNU) di mettere al bando a livello globale le mutilazioni genitali femminili. A livello regionale, il continente africano è il solo ad essersi dotato di uno strumento legale – il Protocollo alla Carta Africana sui Diritti dell’Uomo e dei Popoli sui Diritti delle Donne -, adottato l’11 luglio 2003 ed entrato in vigore il 25 novembre 2005 – che vincola espressamente gli Stati membri a condannare ogni forma di mutilazione genitale femminile attraverso misure sanzionatorie.
• Il 5 dicembre 2011, il Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto, intitolato “Mettere fine alle mutilazioni genitali femminili”, in cui la Risoluzione per la messa al bando universale delle MGF è messa in grande risalto per sottolineare l’importanza di intensificare gli sforzi a livello globale volti a mettere fine a questa pratica.
• L’8 marzo 2012, in occasione della 56ª sessione e su proposta del Gruppo Africano all’ONU, la Commissione sulla condizione della donna del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite ha adottato una Decisione che chiede alla 67esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di esaminare la questione delle MGF come punto all’ordine del giorno intitolato “Promozione della donna”.
Towards a UN Ban of FGM











