“Noi siamo fiduciose che il 2012 sarà l’anno della messa al bando delle mutilazioni genitali femminili e speriamo lo siate anche voi, perché questa sarà una vittoria di civiltà che potremo rivendicare con orgoglio. Destinare il 5×1000 a Non c’è Pace Senza Giustizia può fare la differenza perché ci aiuterebbe a finanziare iniziative senza le quali la volontà politica degli Stati di mettere al bando le mutilazioni genitali femminili, rischia di rimanere una dichiarazione di principio. Una volta che un diritto o una garanzia vengono acquisiti inizia la parte più impegnativa: difenderli, perché un diritto non è per sempre.”
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APPELLO PER LA MESSA AL BANDO UNIVERSALE DELLE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI DA PARTE DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE NEL 2012.
Noi sottoscritti, cittadini del mondo, parlamentari, rappresentanti dei governi, attivisti per il riconoscimento e la promozione dei diritti delle donne in tutto il mondo,
Facciamo appello
- All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite perché metta al bando nel 2012 le mutilazioni genitali femminili in quanto violazione dei diritti umani, e
- a tutti gli Stati affinché adottino e applichino leggi che proibiscono le mutilazioni genitali femminili, e prendano tutte le misure sul piano legislativo, politico e operativo, necessarie a mettere fine a questa pratica.
Le tappe
• Il 2 luglio 2011, i Capi di Stato dell’Unione Africana hanno adottato una Decisione formale che chiede all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (AGNU) di mettere al bando a livello globale le mutilazioni genitali femminili. A livello regionale, il continente africano è il solo ad essersi dotato di uno strumento legale – il Protocollo alla Carta Africana sui Diritti dell’Uomo e dei Popoli sui Diritti delle Donne -, adottato l’11 luglio 2003 ed entrato in vigore il 25 novembre 2005 – che vincola espressamente gli Stati membri a condannare ogni forma di mutilazione genitale femminile attraverso misure sanzionatorie.
• Il 5 dicembre 2011, il Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto, intitolato “Mettere fine alle mutilazioni genitali femminili”, in cui la Risoluzione per la messa al bando universale delle MGF è messa in grande risalto per sottolineare l’importanza di intensificare gli sforzi a livello globale volti a mettere fine a questa pratica.
• L’8 marzo 2012, in occasione della 56ª sessione e su proposta del Gruppo Africano all’ONU, la Commissione sulla condizione della donna del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite ha adottato una Decisione che chiede alla 67esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di esaminare la questione delle MGF come punto all’ordine del giorno intitolato “Promozione della donna”.















